La Nostra Storia

Le Origini

La storia della Chiesa Evangelica di Seriate è strettamente legata alla chiamata al ministero del Pastore Tino Di Domenico.

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Il suo cammino di fede iniziò negli anni Ottanta e, nel settembre del 1985, si battezzò nelle acque di Mergellina, a Napoli.

Dopo la conversione iniziò a servire il Signore nella Chiesa Evangelica di Giugliano, in provincia di Napoli. Qui, insieme ad altri collaboratori, si dedicò in particolare all’evangelizzazione.

In quegli stessi anni, insieme alla moglie, cominciò a maturare una forte chiamata verso l’opera missionaria. Un’influenza importante fu esercitata anche dai messaggi di Bill Lowery, fondatore della missione evangelica internazionale “Cristo è la Risposta”.

La chiamata alla missione

Con il passare del tempo, il desiderio di portare il Vangelo oltre il proprio territorio divenne sempre più forte.

Nel 1990 il Pastore Tino iniziò così alcune esperienze missionarie nel Nord Italia e all’estero, in particolare a Trieste e in Slovenia.

Nel 1992 sembrava che proprio in quelle zone potesse svilupparsi il suo futuro ministero. Tuttavia, quel progetto non ebbe seguito.

Quella che inizialmente apparve come una porta chiusa preparò, invece, l’inizio di un nuovo capitolo.

L’arrivo a Bergamo

Il 31 ottobre 1992, mentre rientrava verso la Campania insieme al fratello Ciro Varchetta, il Pastore Tino ricevette l’invito di Alemao, ex calciatore brasiliano del Napoli e dell’Atalanta, a fermarsi a Bergamo.

Accettò l’invito e quella sera arrivò a casa di Alemao.

Il giorno successivo, domenica 1° novembre 1992, predicò a Pedrengo. Il titolo del messaggio fu:

“Noi prospereremo nel paese”.

Terminata quella breve esperienza, tornò a Giugliano.

Poco tempo dopo, però, Alemao contattò la Chiesa di Giugliano chiedendo un aiuto ministeriale per il gruppo di credenti presente nella zona di Bergamo, che in quel periodo era rimasto senza una guida stabile.

La scelta di rimanere

Durante la Pasqua del 1993, il Pastore Tino sentì riaccendersi con forza la chiamata verso Bergamo.

Ne parlò con il proprio Pastore Antonio Romeo e decise di tornare al Nord per comprendere quale fosse la volontà di Dio per la sua vita e per la sua famiglia.

Il 1° maggio 1993 partì quindi per Bergamo con l’intenzione di trascorrervi un mese di prova.

Fu proprio durante quel periodo che predicò un messaggio dal titolo:

“Chi ha paura e trema se ne torni a casa”.

Mentre predicava, comprese che quelle parole erano rivolte prima di tutto a lui. Doveva scegliere se tornare alla propria vita in Campania oppure affrontare le incertezze di una nuova opera e rispondere alla chiamata che sentiva nel cuore.

Scelse di rimanere.

Il 25 settembre 1993 il Pastore Tino Di Domenico si trasferì definitivamente nel territorio bergamasco insieme alla propria famiglia.

Da quel momento iniziò il percorso della comunità che sarebbe poi diventata la Chiesa Evangelica di Seriate.

La crescita della comunità

I primi anni furono caratterizzati da continui spostamenti.

La comunità non disponeva di un proprio locale di culto e si riuniva nelle sale comunali e negli spazi che, di volta in volta, riusciva ad avere a disposizione.

Nonostante le difficoltà logistiche, l’opera continuò a svilupparsi. La chiesa crebbe attraverso la predicazione del Vangelo, i culti, i battesimi, la formazione dei credenti e l’impegno missionario.

Proprio i battesimi hanno sempre rappresentato, per il Pastore Tino, alcuni dei momenti più significativi della vita della comunità, perché testimoniano persone che hanno scelto consapevolmente di seguire Cristo.

Una casa per la chiesa

Dopo molti anni trascorsi spostandosi tra diverse sale comunali, arrivò una delle tappe più importanti della nostra storia.

Il 28 ottobre 2006 la comunità acquistò il proprio locale di culto.

Per la prima volta la chiesa disponeva di una sede stabile nella quale riunirsi e sviluppare le proprie attività.

Da allora la comunità si ritrova in via Libertà 39 a Seriate, dove ancora oggi si svolgono i culti e le principali attività della chiesa.

Una chiesa con una vocazione missionaria

Fin dalle sue origini, la missione è stata una delle caratteristiche principali della nostra comunità.

Negli anni, dalla Chiesa Evangelica di Seriate sono nate e sono state sostenute diverse opere, tra cui la Chiesa di Belluno, la Missione Evangelica di Castegnato e l’opera di Ronchi dei Legionari.

L’attività missionaria ha inoltre coinvolto fratelli e collaboratori in diversi Paesi, tra cui Ghana, Brasile, Ecuador, Bolivia e Ucraina.

Accanto alla vocazione missionaria, un’altra caratteristica della chiesa è la sua dimensione multietnica. Nel tempo, persone provenienti da nazioni, culture e percorsi differenti sono diventate parte della stessa comunità, unite dalla fede in Gesù Cristo.

Gli anni della pandemia

Tra i momenti più difficili della nostra storia ci sono stati gli anni della pandemia da Covid-19.

La comunità fu colpita duramente dalla malattia e dai lutti. Tra questi vi fu la perdita di Giò Romano, caro fratello e prezioso collaboratore della chiesa.

Anche il Pastore Tino Di Domenico fu colpito gravemente dal Covid.

Furono mesi di grande sofferenza, ma anche di intensa preghiera e vicinanza reciproca. La comunità affrontò quel periodo sostenendosi e continuando a confidare nel Signore.

La nostra storia continua

Dal battesimo del Pastore Tino nel 1985, al suo arrivo a Bergamo nel 1992, dal trasferimento definitivo nel 1993 all’acquisto del locale di culto nel 2006, la storia della nostra comunità è stata segnata da persone che hanno scelto di servire, collaborare e sostenere l’opera.

Il nostro ringraziamento va a tutti i fratelli e le sorelle che, negli anni, hanno contribuito alla crescita della chiesa, ai collaboratori, alle famiglie e a quanti hanno condiviso questo cammino.

Prima di tutto, la nostra gratitudine va a Dio.

Ancora oggi desideriamo proseguire nella stessa direzione con cui questa opera è iniziata: annunciare il Vangelo di Gesù Cristo, formare nuovi credenti, servire le persone e contribuire alla nascita di nuove comunità.

Come ama ricordare il Pastore Tino Di Domenico:

“La nostra speranza è più importante della nostra esperienza”.