Perchè diciamo NO al Gender

La teoria del genere nasce attraverso il  dott. John Money, psicologo e sessuologo neozelandese il quale sosteneva che dopo una certa età, l’identità di genere è relativamente fluida e soggetta a costanti aggiustamenti (teoria interazionista). Famoso è il caso di Bruce Reimer, fratello gemello di Brian. I due nacquero con un problema ai genitali e durante l’intervento chirurgico, a Bruce, per errore venne bruciato l’organo. I genitori si affidarono al dottor Money  per trovare una soluzione, ed egli non esitò per poter finalmente affermare la sua teoria gender. Sottopose Bruce a diverse cure ormonali e a interventi chirurgici per permettere al ragazzino di potersi sentire “femmina”, pensare e agire come tale. Gli diede anche un nuovo nome Brenda, ma col passare del tempo il il ragazzo non riusciva a reprimere la sua vera natura. A scuola veniva preso in giro perchè si comportava come un ragazzo. Tutto ciò era frustrante per lui, e decise di intraprendere nuove cuore che lo portassero  a diventare ciò che lui era: un maschio. Questa situazione provocò notevoli disagi anche alla sua famiglia. Sua madre cadde in depressione, suo padre si diede all’alcool e suo fratello si suicidò, quest’ultimo avvenimento, spinse David (il nuovo nome maschile) a fare la stessa cosa nel maggio del 2004. Aveva 38 anni.

Perchè diciamo no al Gender? cos’è?

Come chiesa di Seriate, ringraziamo il dott. Daniele Torri e l’avv. Gianfranco Amato per la loro esposizione sull’argomento, dal punto di vista medico e giuridico.

–  Il dott. Daniele Torri ci ha parlato della differenza tra uomini e donne dal punto di vista scientifico, fisico e biologico e di come in natura non esistano altri tipi di sesso, oltre a quello maschile e femminile, specificando che posso solo verificarsi alcuni tipi di rare patologie, dove i cromosomi x e y possono subire delle alterazioni, ma ciò non significa che gli omosessuali nascano così. Non esiste nessuna prova o studio scientifico che attesti questo.

Il gender è una tendenza, uno stile di vita dovuto  al contesto familiare e sociale in cui si vive, che vuole venirci imposto come “naturale”.

– L’avvocato Gianfranco Amato, presidente dell’associazione ” Giuristi per la vita” nonchè autore del libro ” Omofobia o Eterofobia” ?  e  ” Gender (d’) Istruzione” uomo di sani principi, alcuni mesi fa, ci ha messi di fronte alla sconcertante realtà che ci attende, se alcuni decreti come il ddl Scalfarotto dovesse essere approvato.

Questo decreto ha come intento l’estensione della legge contro la discriminazione razziale a favore degli omosessuali, in poche parole, chi non è favorevole rischia il carcere. Non si avrà più la libertà di esprimere la propria opinione. Vorrei ricordarvi che lo stesso Scalfarotto è omossessuale! E’ alquanto paradossale paragonare un omossessuale a uno schiavo, o a una persona di colore che purtroppo ancora oggi riceve sputi o aggressioni solo per il colore della sua pelle. Nessuno dev’essere discriminato, picchiato o umiliato, assolutamente, etero e non. Inoltre, questo decreto, aprirebbe le porte alla legalizzazione dei matrimoni gay e delle adozioni, che nel nostro paese non sono ancora riconosciuti legalmente.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato una guida all’educazione sessuale per i bambini da 0 a 16 anni. La guida Standard di Educazione Sessuale in Europa è una guida per i governi, sviluppata dall’ufficio  europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in collaborazione con l’agenzia governativa tedesca per l’Educazione Sanitaria. Ma non tutti hanno accolto la notizia favorevolmente. Basti pensare a quello che è successo nella asilo di Trieste, dove alcuni genitori si sono opposti al tipo. di attività previste

Il documento di 85 pagine, è stato diffuso presso i ministeri dell’Istruzione e della Salute d’Europa e contiene consigli su cosa trasmettere riguardo all’educazione sessuale secondo le fasce d’età, fino appunto ai 16 anni.

Da 0 a 4 anni, l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia”.

Da 0 a 4 anni è l’ età ideale per “la scoperta del corpo e dei genitali”.

A 4 anni, l’OMS afferma che i bambini sono in grado di “esprimere i bisogni, i desideri e i limiti, ad esempio nel gioco del dottore”.

Secondo l’organizzazione, infatti, “gli educatori dovranno trasmettere informazioni su masturbazione infantile precoce e scoperta del corpo e dei genitali” ai bambini, “mettendoli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel ‘gioco del dottore'”.

Dopo di che, fino ai sei anni, i piccoli dovranno essere istruiti “sull’amore e sulle relazioni con persone dello stesso sesso”, affrontando “argomenti inerenti la sessualità con competenza comunicativa”.

Da 4 a 6 anni è l’età ideale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per “parlare di questioni sessuali”, esplorare “le relazioni omosessuali” e “consolidare l’identità di genere”.

Tra i 6 e i 9 anni, gli esperti dell’OMS affermano che sono pronti a conoscere e difendere i “diritti sessuali di bambini e bambine”. Si arriverà pertanto a parlare di vera e propria educazione sessuale: i maestri delle elementari dovranno infatti tenere lezioni su “cambiamenti del corpo, mestruazioni ed eiaculazione”, offrendo loro nozioni sull’utilizzo dei “diversi metodi contraccettivi”.

In tal modo, una volta compiuti i 9 anni, fino ai 12, potranno essere informati sui “rischi e conseguenze delle esperienze sessuali non protette”, ovvero le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate”. La guida afferma: “l’impatto della maternità e della gravidanza tra gli adolescenti (cioè la crescita dei figli, la pianificazione familiare, i progetti di studio o di vita, la contraccezione , il processo decisionale e la cura nel caso di gravidanze indesiderate”.

Dai 12 ai 15 anni, infatti, i docenti avranno il compito di insegnare agli adolescenti la “pianificazione familiare”, mettendoli in condizione di comprendere l'”impatto della maternità in giovane età”, rendendoli consapevoli inoltre della possibilità dell’aborto. Per l’Oms, inoltre, nella fascia puberale, i giovani dovranno essere informati riguardo la possibilità di avere figli anche in relazioni omosessuali, e dovranno imparare a conoscere il concetto di prostituzione e pornografia, svincolando i ragazzi dalla “influenza della religione sulle decisioni riguardanti la sessualità”.

Questo è il futuro che ci attende. Il nostro compito è quello di chiedere sapienza al Signore per poter affrontare i tempi bui che ci attendono, diffondere queste informazioni, e soprattutto difendere la verità.

Noi diciamo NO al gender, diciamo che l’omosessualità è peccato, ma che c’è una via d’uscita per vivere veramente in libertà. Essa è reale, non è frutto di ricerche o di teorie umane. Quando si trova questa via avviene un vero cambiamento, che non è sessuale, ma è vitale. Noi che abbiamo conosciuto Gesù, vogliamo fare la differenza, chiedendo a lui la forza e il coraggio di non nasconderci, ma di lottare nel Suo nome.

 

 

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