La tenda

La tenda è una figura che ricorre spessissimo nella Bibbia, ma non tutti sanno com’era.
Era costituita da una striscia iniziale che fungeva da copertura, intessuta di peli di capra, grazie ad un telaio che veniva fissato a terra con dei picchetti. Allo stesso modo si inserivano toppe o grossi rammendi. Era larga da 1,50 a 1,80 metri ed issata su una serie di pali in modo da formare un lungo portico, le cui estremità venivano fissate a terra con appositi picchetti.
Le pareti erano costituite o da vecchie pezze che inizialmente servivano da copertura , oppure da altri materiali dai colori vivaci. Esse formavano un “dietro”, un “davanti” e anche le divisioni fra le varie “stanze”.
Una zona con un “dietro” e due pareti divisorie formava un portico aperto dove si ricevevano gli ospiti (Genesi 18,9-15).
La tenda poteva essere ampliata semplicemente tessendo un telo della stessa lunghezza da aggiungere al portico iniziale e appendendo altri teli come pareti (in Isaia 54:2 questa procedura è usata come metafora per l’espansione del popolo ebraico; a tal proposito invito tutti coloro che desiderano saperne di più, all’ascolto degli studi del pastore Tino Di Domenico, intitolati “La tendopera”)
Le prime piogge della stagione facevano poi restringere il tessuto che costituiva la tenda , rendendolo impermeabile.
Il pavimento era ricoperto con tappeti e i beni di famiglia (cibo, attrezzi per cucinare,recipienti per l’acqua, ecc…) venivano conservati accanto ai pali della terra.
L’unica persona di sesso maschile a cui era consentito introdursi nella parte chiusa della tenda era il marito/padre; gli altri uomini restavano nel portico aperto. Un estraneo che si fosse introdotto nella parte della tenda riservata alle donne era punibile con la morte. Sisara pagò con la vita il fatto di essere entrato nella tenda di Giaele, anche se l’aveva invitato lei ( Giudici 4:18-21 ).
Le tende non erano sempre così semplici: quelle del re Davide, ad esempio, erano lussuose, così come quelle dei vari re.
Un particolare curioso lo troviamo nelle parole che Giovanni usa quando dice a proposito di Gesù, dichiarando che la Parola divenne carne e abitò tra noi (Giovanni 1:14). La traduzione esatta è si “attendò” o si “accampò” tra noi. Così facendo mise in evidenza l’aspetto temporaneo della sua vita sulla terra. Paolo usa la stessa caratteristica temporanea della tenda per descrivere la nostra vita in 2 Corinzi 5:1-4 :”Sappiamo infatti che se questa tenda che è la nostra dimora terrena viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d’uomo, eterna, nei cieli. 2 Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste, 3 se pure saremo trovati vestiti e non nudi. 4 Poiché noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita.”
Amen.
A Dio sia la Gloria.

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