La storia della nostra chiesa

A 20 anni di distanza dalla nascita della nostra chiesa, abbiamo chiesto al nostro pastore, Tino Di Domenico, di raccontarci come è nata quest’opera.
Da qui inizia il suo racconto:

“Fin dalla nostra conversione , io e mia moglie, abbiamo sentito un peso per la missione , per il ministerio e servito nella chiesa di Giugliano in vari campi come giovani, evangelizzazioni, cura dei tossicodipendenti, predicazioni e visite a chiese vicine , fino a qualche evangelizzazione a Trieste.
Una sera, durante una visita del fratello Hans alla nostra chiesa, il Signore mi disse attraverso di lui: “E’ arrivato il tempo di andare in prima linea, si stanno aprendo le porte della missione”.
La sera stessa ricevetti una telefonata: era un invito andare a predicare in Slovenia. Accettai e iniziai i miei viaggi missionari in questa terra ; sembrava che quella fosse la nostra destinazione missionaria.
Nel novembre del 1992, invece, si chiusero le porte per la Slovenia. Mentre assorto nei miei pensieri e nei miei dubbi tornavo a casa, assieme al fratello Ciro Varchetta, ricevetti una telefonata da parte del fratello Alemao, che mi invitava a passare da Bergamo.
Il fratello Alemao si era convertito quando giocava con il Napoli ed era diventato membro della nostra chiesa di Giugliano, ma acquistato dall’Atalanta si era trasferito a Bergamo e unito a un gruppo di credenti che si riuniva a Pedrengo.
Così passammo da Bergamo e la domenica mattina predicai un messaggio dal titolo: ”Noi prospereremo nel paese”. Dopo di ciò tornammo a Napoli e non avrei mai pensato che quel “noi” mi avrebbe cambiato la vita.
Mentre mi stavo chiedendo come mai la vocazione che avevo nel cuore sembrava non avere sbocchi, nacque la necessità per i fratelli di Bergamo di avere un aiuto spirituale. La chiesa di Giugliano ogni settimana mandava degli anziani, ma si capiva che quella non era la soluzione definitiva ; c’era bisogno che qualcuno si prendesse stabilmente cura di quel gruppo di credenti. La chiesa non poteva prendersi questa responsabilità, doveva uscire un volontario. Esaminai bene davanti al Signore tutto quello che era successo, la vocazione iniziale, come un lampo mi ricordai di quel giorno in cui si chiuse la porta per la Slovenia mentre se ne apriva una in contemporanea a Bergamo, quella predica “noi prospereremo nel paese” e divenne più facile capire qual’era la direzione di Dio.
Nonostante ciò, non volendo fare niente di frettoloso e di umano, anche perché avevo già tre figli, chiesi al Signore ulteriori conferme e per questo motivo, il primo maggio del 1993, mi trasferii qui per un mese; desideravo esaminare sul posto la volontà di Dio.
Fatto sta che al termine di quel periodo, guardando dal punto di vista umano, non c’erano i presupposti per rimanere anche perché avevo lasciato affetti e responsabilità importanti a Giugliano e mi sentivo combattuto dai due lati. Però avvenne che un giorno, mentre predicavo un passo della Parola di Dio riferito alla selezione che si trova nella storia di Gedeone , mi soffermai sul versetto in cui è scritto:”Chi ha paura e trema se ne torni indietro – Giudici 7:3” ed ebbi un’esperienza particolare col Signore. Egli girò quella parola e la diresse verso di me fino al punto che fui così consapevole che Dio mi stesse parlando che disse ai fratelli: ”Indipendentemente da come andranno le cose, io non tornerò indietro”. Così, avendo queste conferme, tornai a Giugliano per preparare il mio trasferimento con la famiglia ma continuai a venire a Bergamo, da giugno fino alla fine settembre, tutti i fine settimana.
A fine settembre del 1993 mi trasferii con la famiglia, e gli esordi furono molti difficili per tanti motivi.
Iniziammo in un garage a Pedrengo, poi a maggio del 1994 ci trasferimmo in “Via dei Cabrini” e qui abbiamo affrontato altre difficoltà fra cui il fatto che alcuni fratelli si trasferirono per lavoro e anche il fratello Alemao tornò in Brasile.
Dopo 2 anni lasciammo quel luogo e iniziammo a riunirci nelle varie sale delle circoscrizioni di Bergamo. Abbiamo girato le circoscrizioni di Colognola, Loreto, e facevamo anche i culti nel giardino sotto casa mia e in piazzale degli Alpini.
In seguito ci si presentò la possibilità di affittare un locale in “Via Fantoni” dove rimanemmo fino a quando il luogo divenne piccolo e inadeguato. Nel 2000 ci trasferimmo nella biblioteca di Valtesse, dove siamo rimasti fino al 2006.
Il 4 marzo 2004 comprammo un immobile a Seriate, il nostro attuale locale di culto, lo restaurammo e dedicammo al Signore, nell’ottobre del 2006.
Durante la dedicazione del primo locale, nel 1994, in mezzo a tante difficoltà d’inserimento e di ogni genere, fra cui un combattimento con lo scoraggiamento e con i dubbi, il Signore mi rassicurò con una parola profetica che poi abbiamo visto adempiuta nel corso degli anni , che aveva molteplici aspetti. I punti principali dicevano che le ostilità sarebbero state vinte e che Dio mi avrebbe guidato in un ministerio oltre che pastorale, anche d’insegnamento della Parola, che l’unità nella mia famiglia sarebbe stata forte e di rimanere vincolato ai miei padri spirituali. Un’altra delle cose dette e che abbiamo visto realizzate è stata che in questa chiesa sarebbero venuti da tante nazioni e che da questa chiesa sarebbero andati in tante nazioni. E questo grazie a Dio lo vediamo come fatto quotidiano nella nostra storia di tutti i giorni.
Inoltre, qualche tempo dopo, io e il fratello Roberto Mosca andammo come ospiti in una chiesa di fratelli africani a Treviso e qui mi fu profetizzato che c’era la necessità di evangelizzare nella zona di Trieste ; a distanza di alcuni anni mi fu ripetuta la stessa profezia a Giugliano . Il Signore mi raccomandò di non trascurare come aspetto ministeriale l’evangelizzazione ; di curare un popolo, ma di non stare fermo in un luogo per la necessità svolgere il ministerio anche in altre zone.
Per quanto riguarda la storia delle missioni dobbiamo dire che quando eravamo in “via Fantoni”, alcune famiglie che da Napoli si erano trasferite a Brescia ci chiesero se potevano frequentare la chiesa e se le potevamo aiutare. Così nacque , nella cucina di una famiglia di Brescia, questa missione che oggi si è consolidata ed è un gruppo stabile.
Dopo di ciò, il fratello Roberto Mosca, sentendo da parte del Signore che doveva avvicinarsi a noi, chiese di far parte della nostra chiesa e cominciammo a curare la sua famiglia e qualche anima che era con lui. Così il 2 giugno del 2006 abbiamo fatto il primo culto nella missione di Spresiano che oggi, grazie a Dio, sta facendo i suoi progressi. Tra poco dedicheremo il nuovo locale al Signore.
Mentre curavamo la missione a Spresiano, anche dei fratelli che vivevano a Belluno mi chiesero se potevamo prenderci cura delle loro vite e in una cucina di una famiglia di Limana abbiamo iniziato ad avere alcune riunioni . Quando il gruppo si è consolidato è nata la necessità di una cura particolare che inizialmente ha svolto il fratello Roberto Mosca, ma successivamente, a causa dell’esigenza di avere una persona stabile sul posto, pregando, il Signore ci ha mostrato il fratello Davide Ravasio. Lui stesso sentiva questa vocazione nel cuore e così lo abbiamo ordinato al ministero pastorale e si è trasferito a Belluno per prendersene cura.
Nel frattempo anche vecchi amici e fratelli che vivono a Trieste e a Monfalcone mi chiesero di poter collaborare col ministerio della nostra chiesa e così abbiamo iniziato delle riunioni di preghiera a casa della famiglia del fratello Enzo Napolano e tenuto vari culti nelle sale della città, fino a quando c’è stata un’indicazione da parte di Dio per Monfalcone e più precisamente per Ronchi dei Legionari. Lì il Signore ha provveduto un locale che abbiamo dedicato a Lui nel 2010.
Per quanto riguarda il nostro ministerio all’estero, abbiamo la testimonianza e l’esperienza di mio figlio Giuseppe e di come Dio lo ha confermato in modo miracoloso perché quando mi espresse il desiderio di andare in Brasile l’unica cosa che ho fatto come padre e come pastore fu quella di prendere tempo . Mentre lo facevo chiesi al Signore una conferma, poichè Giuseppe era giovane ( 25 anni n.d.r.) e andare a 10000 km di distanza non era una cosa semplice ; né andare né lasciare andare. Come conferma Gli chiesi di battezzare il fratello Gianni Lanza. Lo chiesi il martedì, durante la riunione a Brescia e la domenica successiva il fratello fu battezzato di Spirito Santo. Subito dopo venne da noi il pastore Filippo Wiles per tenere un seminario e il titolo di questo seminario era:” Offrimi il primogenito”. Così, davanti a tali evidenti conferme, non ho potuto che dare la mia benedizione e il Signore ha confermato anche sul posto il ministerio di Giuseppe.”
Fino a qui Dio ci ha sostenuti, ma l’opera continua. Restiamo in attesa di scrivere nuovi capitoli del meraviglioso progetto che il Signore ha in serbo per ciascuno di noi.
Dio vi benedica.

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